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Luoghi sede degli eventi

  • Una calorosa accoglienza e una splendida location che ormai da anni è punto di riferimento nella ristorazione Ischitana. Per maggiori informazioni
  • Il Comune di Forio sull'isola d'Ischia, con i suoi 13,08 km² di territorio, è il comune più esteso dell'isola.
  • Wine bar, enoteca, cucina napoletana, cocktail bar Per maggiori informazioni
  • Il centro storico esercita un fascino particolare con i suoi palazzi nobiliari, le tipiche viuzze, gli atelier dei pittori locali, le minuscole botteghe artigiane di ceramiche, le chiese ricche di storia e di arte. Molto suggestiva è la famosa chiesetta d
    el Soccorso situata all'estremità di un piazzale, piazzale Giovanni Paolo II (già piazzale del Soccorso), da poco ristrutturato appunto in occasione della visita pastorale di papa Giovanni Paolo II in data 5 maggio 2002. È uno dei pochi posti al mondo dai quali talvolta è possibile assistere, in particolari condizioni, al fenomeno ottico del raggio verde in concomitanza con il tramonto del Sole. Inoltre si può ammirare uno shopping center tipico di un rinomato luogo turistico.
  • Ischia è stato solo l'ultimo di una serie di nomi attribuiti ad essa, infatti compare per la prima volta nell'anno 813 in una lettera inviata da Papa Leone III a Carlo Magno. Il più antico nome attribuito ad Ischia fu quello di "Pithecusa." Esso possie
    de due possibili radici etimologiche: da una parte "Pithecos", scimmie, ad indicare dunque "l'isola delle scimmie", e dall'altra "Pithoi", che indica in greco i grandi vasi di argilla dei quali gli Eubei erano abili produttori e dunque "l'isola dei vasai." Secondo alcuni ambedue le interpretazioni possono essere valide, ma in tempi diversi. L'isola delle scimmie , abitata dai circopi (scimmie) o da indigeni dai comportamenti scimmieschi, ben lontani dai più progrediti comportamenti degli Elleni, nel periodo pre-ellenico. L'isola dei vasai, dopo la colonizzazione degli Eubei. Testimonianze lasciate da Plinio, Strabone e Ovidio descrivono il nome Pithecusa. Con l'arrivo dei Romani l'isola venne chiamata "Aenaria", poichè al riferir di Plinio, vi si rifugiò l'eroe Enea. Altri lo fanno derivare da "Oinaria", ossia luogo delle viti e del vino. Omero, Pindaro ed Esiodo chiamarono l'isola con il nome di "Arime," mentre Virgilio ed Ovidio la descrissero col nome di "Inarime," vite.
  • "ONLY GREEN" nasce nel 2009, come ufficio assicurativo, sotto il nome di "Consulenza Trani" che nel 2015 è stata assorbita dalla più grande "ONLY GREEN" ampliando le sue attività che ora spaziano dal settore assicurativo, alla progettazione e realizzazion
    e di impianti fotovoltaici, alla sicurezza sul lavoro fino alla commercializzazione di veicoli elettrici.
  • Panza (talvolta, anche Panza d'Ischia) è una frazione di circa 7.000 abitanti nel comune di Forio (provincia di Napoli) e l'unica dell'isola d'Ischia, comprende sul suo territorio la Contrada Cuotto ed altri nuclei abitativi, i suoi confini furono definit
    i con censimento comunale nel 1871 e con un secondo del 1881 dal quale risulta: 1) che la Frazione Panza è limitata a levante dai confini di Serrara Fontana, a mezzogiorno ed a ponente dal mare ed a settentrione dalle vie: Carano, Chiena, Piellero e del Corvaro. 2) che la Frazione è divisa in due sezioni: la prima detta san Leonardo, comprende la piazza, località san Gennaro, Casa Polito, Casa Caruso, Casa Mattera, Casa Battaglia, Casa Fiorentino; la seconda le case sparse in via: Campestre, Bocca, Citara, Montecorvo, Costa, Telegrafo, Campotese. Per maggiori informazioni
  • La Chiesa parrocchiale di San Leonardo, dedicata a Leonardo del Limosino, elevata a Parrocchia tra il 1601 e il 1604, quando si staccò dal territorio parrocchiale della Chiesa madre dedicata al Patrono del comune di Forio San Vito Martire, come dimostrano
    le relazioni diocesane sulle visite ad limina del vescovo. Fu costruita su una primitiva cappella del XVI secolo che finì per essere totalmente inglobata nella nuova struttura, come riporta un documento della stessa epoca: "Nel Casale di Panza vi è la cappella di Santo Lionardo." La parrocchia, una tra le più antiche della Diocesi di Ischia, è un esempio tipico del barocco campano in voga sull'isola. Conserva al suo interno statue e tele di buona fattura. Un crocefisso ligneo del '600, conservato in sacrestia, e una statua della Vergine del Rosario costituiscono le uniche testimonianze della secentesca parrocchia che oggetto di lavori dal 1737 al 1777 assumerà l'aspetto attuale nel XVIII secolo. Sempre nel corso del XVIII secolo, furono eseguiti i lavori di stucco dal partenopeo Cesare Starace detto Ponticelli. Conserva una reliquia "ex ossibus Sancti Leonardi" donatale dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Sua Santità Papa Francesco per le mani del vescovo della Diocesi di Ischia Mons. Pietro Lagnese il 3 novembre 2014, a dieci anni dal dono di una reliquia di contatto donatale nel 2004 dalla Confrérie de Saint-Léonard-de-Noblat, in occasione del Meeting Nazionale delle parrocchie di san Leonardo Abate qui tenutosi. Le due reliquie su dette, insieme a una terza reliquia, hanno trovato definitiva sistemazione sotto l'altare del Santo, nella cappella a lui dedicata, con l'epigrafe "Hic Pater Patriae in ossibus eius quiescit et super filios vigilat " (qui il Padre della Patria riposa e veglia sui suoi figli). All'interno della chiesa si trova anche un organo a canne costruito nel 1748 da Domenico Antonio Rossi ,organaro della cappella del re di Napoli. Lo strumento si presenta del tutto conforme ai canoni della scuola napoletana, con un prospetto a tre campate di sette – cinque – sette canne, disposte a cuspide, ed è racchiuso in una cassa armonica lignea finemente decorata con dipinti e rilievi, di delicato stile barocco, è a trasmissione meccanica ed ha un'unica tastiera di 45 note con prima ottava scavezza senza pedaliera. Dall'altra parte della piazza sorge l'Arciconfraternita della SS. Annunziata, risalente ai primi anni del XVII secolo. Al 1617 risalgono, infatti, i primi documenti su un Oratorio dell'Annunciata, tuttavia l'Arciconfraternita fu elevata a tale titolo solo nel 1689, sebbene la pala d'altare sia datata 1684.
  • I vecchi sapori del nostro territorio un po dimenticati. Tutto si fara' con il cuore. Per maggiori informazioni
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