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Panza (talvolta, anche Panza d'Ischia) è una frazione di circa 7.000 abitanti nel comune di Forio (provincia di Napoli) e l'unica dell'isola d'Ischia, comprende sul suo territorio la Contrada Cuotto ed altri nuclei abitativi, i suoi confini furono definiti con censimento comunale nel 1871 ed con un secondo del 1881 dal quale risulta:
1) che la Frazione Panza è limitata a levante dai confini di Serrara Fontana, a mezzogiorno ed a ponente dal mare ed a settentrione dalle vie: Carano, Chiena, Piellero e del Corvaro. 2) che la Frazione è divisa in due sezioni: la prima detta san Leonardo, comprende la piazza, località san Gennaro, Casa Polito, Casa Caruso, Casa Mattera, Casa Battaglia, Casa Fiorentino; la seconda le case sparse in via: Campestre, Bocca, Citara, Montecorvo, Costa, Telegrafo, Campotese.
STORIA I primi insediamenti abitativi risalgono già al Neolitico, come dimostrano i reperti costituiti da strumenti di ossidiana rinvenuti sulle alture di Punta Imperatore, così come nella piana di Citara e di Campotese esposti presso il Museo Archeologico di Pithecusae di Villa Arbusto, nel vicino comune di Lacco Ameno. Tuttavia, la principale testimonianza storica è costuita dal sito archeologico di Punta Chiarito, dove, nell'ottavo secolo a.C., alcuni navigatori dell'Eubea sbarcarono per fondarvi una piccola colonia. Si tratta di una casa a pianta ovale, anch'essa con pietre a secco e coperta da un tetto a doppio spiovente di tegole e coppi sostenuti da pali, di cui si sono rinvenute le buche sul piani di calpestio, in battuto. La scoperta di tale sito è stata del tutto fortuita, quando cioè, nel 1989, in seguito ad un copioso acquazzone, ci fu uno smottamento del terreno che portò alla luce una parete di tufo verde. In seguito all'intervento dei vigili urbani, furono iniziati i lavori di scavo sotto la direzione della Prof.ssa Gialanella.
Gli scavi effettuati tra il 1993 ed il 1995 portarono alla luce lo spazio interno della struttura impegnato da una zona utilizzata come dispensa, di fronte all'ingresso, con grandi anforoni locali e pithoi alti, in qualche caso, più di un metro, anfore locali e anfore importate corinzie, chiote ed etrusche e mensole alle pareti per vasi da mensa da cucina. Nel lato corto, separato da un tramezzo, era invece il focolare, intorno alla quale si svolgevano le attività femminili, quali la tessitura e la cucina. Sono stati rinvenuti inoltre una vasca di tufo, un piccone e corna di cervo. Inoltre una campagna coltivata. Si tratta, probabilmente, di una fattoria greca tenuta da agricoltori benestanti, a giudicare dai servizi da mensa e dagli altri vasi dipinti importati dalla Grecia.
Da Punta Chiarito, partirà la colonizzazione greca dell'Isola, terminata con la fondazione di Pithecusa, prima colonia greca d'Occidente. Successivamente, Panza fu conquistata dai Romani che le diedero il nome di PANSA VICUS, come dimostrano le monete dell'epoca di Antonino ed i muri a reticolato, nonché vasi ed altri reperti conservati presso il Museo Archeologico di Napoli. Nel 1300 il Paese assume l'attuale denominazione tanto che l'Ariosto lo citerà nel canto XXXIII ott. 24 dell'Orlando Furioso…lo scoglio ch'a Tifeo si stende su le braccia, sul petto e su la Pancia.
Anche l'Ariosto, dunque, pare dare credito alla leggenda che vuole, appunto, che il gigante Tifeo fosse stato imprigionato da Zeus sotto l'isola di Pithecusa, e sulla sua pancia sarebbe dunque sorto il paese. Per alcuni studiosi il nome PANZA deriverebbe dalle parole greche pan(tutto) e zao(vivo) perciò tutto vivo, dove tutto è vivo; ma potrebbe derivare anche dal verbo latino pandere; pansa cioè terra estesa al sole. Da sempre esposti alle invasioni piratesche (già nell'812 il papa Leone III rivolgeva appelli a Carlo Magno affinché protegesse l'Isola) i Panzesi trovarono dapprima rifugio in case scavate su enormi massi tufacei, ma col crescere della popolazione e soprattutto in seguito alla vittoria di Lepanto del 7 ottobre 1571, il paese si dotò, nel 1576, di ben 7 torri, alcune quadrate - quelle poste all'interno dell'abitato - ed alcune rotonde, tutte in comunicamento ottico con le altre dei casali limitrofi.
Oggi le torri son state trasformate in moderne abitazioni ed è difficile distringuerle dagli altri fabbricati. La situazione per i poveri abitanti dell'allora Regio Casale di Panza fu tuttavia sempre precaria, nel 1544 l'armata di Barbarossa sbarcò nella baia della Scannella e da lì invase il paese bruciando case, campi, violentando le donne, uccidendo e catturando gli uomini da vendere come schiavi nei mercati di Algeri: Anno Domini 1544 a dì 25 de junio in Sessa ce fo nova che la armata del Turcho de Barbarossa Capitanio de dicta armata havea abrusciata Proceta et un Casale de Ischia, quale haveano fatto presuni certi cristiani in su l'armata... Le invasioni piratesche, nonostante le torri, continueranno a mietiere vittime fino al 1800. "Testi a Cura di Castaldi Nicola"
Bibliografia
* AA.VV. Panza ieri ed oggi - Pro Loco Tipografia Epomeo, 1990, Ischia * G. Buchner,C. Gialanella, Museo Archeologico di Pithecusa Isola d'Ischia,Istituto Poligrafico dello Stato- Libreria dell Stato, Roma, 1994 * G. D'Ascia, Storia dell'isola d'Ischia, Tipografia Di Gabriele Argenio 1867, Napoli * L. D'Abundo, Cenni biografici Sac. Cav. Leonardo D'Abundo, Panza 1957 * A. Di Lustro, La Parrocchia San Leonardo Abate in Panza, Tipografia Epomeo 2004 * I. Freund, I dialetti d'Ischia * G. Iasolino, De Rimedi naturali che sono nell'Isola di Pithecusa, hoggi detta Ischia introduzione del Prof. Ugo Vuoso,Imagaenaria 2000 * D. Miragliuolo, Panza, il paese dalle sette torri Panza, 2004 * A.Polito, Com'era il mio paese Panza, 1990 * A. Polito, Panza Comune di Forio. Il perché di una Frazione Panza, 2004
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